Photographic Toning

Photographic Toning

Editando le fotografie dei luoghi visitati mi si prospettano 2 scelte: cercare di rendere la scena nel modo più fedele possibile alla realtà oppure reinterpretarla cercando di trasmettere, attraverso l’immagine, le sensazioni e le emozioni provate.

Non ho fatto, ne intendo fare, una scelta definitiva: preferisco di volta in volta, seguendo l’ispirazione del momento oppure in base all’uso a cui la fotografia è destinata, optare per l’una o l’altra  alternativa. 

Per la foto che segue il bianco e nero rappresenta già una scelta di campo. Vediamo a colori e la possibilità di fotografare a colori esiste ormai da molto tempo, quindi cercando il foto-realismo la scelta è obbligata. Il bianco e nero non è più una limitazione tecnica ma una possibilità, nel momento in cui lo si sceglie si è già deciso di optare per una interpretazione soggettiva della realtà perseguendo fini artistici ed espressivi. 

(Cliccare sull’ immagine per ingrandirla)

Cordovado, Friuli
(Santuario, palazzo Cecchini e palazzo Mainardi)

La fotografia di Cordovado è stata scattata in estate al crepuscolo (l’orologio del campanile ne registra l’ora). L’ultimo chiarore del cielo si mescola con le luci artificiali creando un’atmosfera drammatica in una scena altrimenti tranquilla e rilassata. L’uso del bianco e nero mi è sembrato una buona scelta. Seguendo il mio istinto ho voluto aggiungere all’immagine una colorazione monocromatica. E’ un tecnica chiamata “toning” che in passato, per le stampe prodotte con bagni chimici, serviva sia a dare stabilità e durata alle fotografie che a soddisfare il gusto estetico. Oggi, con il processo digitale, è rimasta la funzione estetica. Con l’aggiunta di un po’ di vignettatura l’immagine è pronta secondo il mio gusto e il mio sentire. Resta da vedere se agli occhi degli altri è in grado di trasmettere le sensazioni e le emozioni che io ho provato quando ho scattato la foto.